Hope

Desiderare un diamante, di uno splendido blu intenso e con proporzioni considerevoli, è di sicuro un sogno che tutte le donne hanno.
Ma se sapeste la storia che vi si cela dietro, sareste ancora così entusiaste nel possederlo?!

Hope, questo è il nome di uno tra i diamanti più famosi al mondo per grandezza, colore ma soprattutto per la sua fama come portatore di morte e sfortuna.
Ci sono diverse leggende sul ritrovamento di questo diamante ma, la più attendibile, è di sicuro quella secondo la quale un mercante francese, Jean-Baptiste Tavernier, nel 1688 disincastonò la gemma dall’occhio della statua di una divinità indiana, Rama-Sitra, scatenandone l’ira funesta, maledendo chiunque l’avrebbe posseduta.

Così fu! Poco dopo, infatti, Tavernier fece bancarotta. Tentò di ripristinare la sua fortuna partendo nuovamente per l’India, ma non arrivò mai a destinazione in quanto morì quasi subito per cause sconosciute.
Il proprietario successivo fu il re di Francia Luigi XIV, che lo fece tagliare a forma di cuore riducendo il suo peso portandolo da 112ct d’origine a 67.5ct. Sia lui che il suo successore morirono per malattie che gli causarono atroci sofferenze come una cancrena alla coscia e il vaiolo.
Il diamante rimase tra i gioielli di Francia ove, Maria Antonietta, lo unì ad altre gemme formandone una splendida collana che indossò, anche il giorno della sua famosa decapitazione, in giovane età durante la rivoluzione francese.

Maria Antonietta
Successivamente il diamante finì nelle mani di un gioielliere che morì d’infarto quando scoprì che il figlio gli aveva rubato la preziosa collana. Quest’ultimo non resse il peso della morte del padre suicidandosi dopo poco tempo. Rubata nel 1791, rivenduta subito dopo passando di mano in mano, fino ad arrivare nella famiglia londinese del nobile lord Francis Hope dal quale prese il nome. Sperando, forse, che ridando una nuova luce alla gemma cadesse la maledizione, il Lord fece tagliare nuovamente il diamante raggiungendo la forma attuale ed il peso di 45,5 carati. Ma, ovviamente, così non fu in quanto subì anche lui un terribile destino perdendo il figlio appena ragazzino in un terribile incidente e lasciandosi con la moglie la quale cadde in miseria.
diamante hope
E’ inutile dire che, vendette la gemma in maniera tempestiva, scampando probabilmente anch’egli ad un impetuoso destino. La lista dei successivi proprietari è lunghissima e ad ognuno la gemma non ha riservato un trattamento diverso da quelli finora raccontati.
L’ultimo proprietario privato che, abbia avuto in possesso la gemma, il gioielliere Harry Winston, nel 1958 donò il diamante Hope allo Smithsonian Institute di Washington, dove è tutt’oggi custodita ed esposta al pubblico in una teca blindatissima. Alla luce di tutto ciò pensate ancora che avere un diamante del genere sia sinonimo di felicità?!…
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